Non voglio fare filosofia. Non è un settore di mia competenza. Ma volevo condividere con voi dei concetti, su cui ho ragionato negli ultimi tempi.

Il viaggio. Fin che non lo vivi, non lo capisci. Partiamo proprio da qui. Dalla voglia di mettersi in gioco.

Affrontare qualcosa di nuovo, significa aver voglia di mettersi in gioco. Il viaggio è sempre qualcosa di nuovo. Serve per uscire dalle routine quotidiane. Serve per uscire dagli schemi. Serve per imparare nuovi schemi.

Trarre benefici da un viaggio, non è semplice. Bisogna essere delle spugne. Mi spiego meglio. Ognuno è fatto in modo diverso. Ognuno apprende, e assorbe cose nuove, in modo diverso. C'è chi consiglia di tenersi un diario: di appuntarsi ogni giorno qualche parola mentre si vive un’esperienza. Bisogna farlo la sera. Nel letto. Prima di spegnere la luce, e lasciare che il cervello realizzi tutto quello che è successo. Ciò che saremo in grado di scrivere, noterai che dipende dallo status mentale in cui ci si trova: stressati, innamorati, o alla ricerca di nuovi stimoli.

Entra in gioco anche il fattore “tipo di viaggio”: siamo fuori per lavoro, o per divertirci, oppure, così, perchè ne sentiamo semplicemente il bisogno. Il bisogno di allargare i nostri orizzonti. Viaggiare è la cosa che più convince il tuo cervello ad allargare gli orizzonti, perchè oltre ad allargarci con la mente, allarghiamo i nostri confini anche fisicamente.

Lo spirito. Perchè la filosofia ci vuole fino a un certo punto. Il viaggio te lo godi in base anche allo spirito che adotti: quello di voler scoprire cose nuove, quello di voler solo curiosare velocemente, o, ancora, quello di voler goderti ogni minima cosa.

Viaggiare da soli o in compagnia? Anche qui, dipende. Io ho sempre preferito la compagnia. Stare in compagnia ti fa mettere da parte alcuni pensieri, anche senza volerlo. E se proprio vuoi pensare a quella cosa, non ci riesci come quando sei da solo, per cui potresti trovare un nuovo modo di ragionare. Il confronto fa sempre crescere. Che sia confronto diretto o indiretto, non ha importanza: vanno bene entrambi.

Immortalare i momenti giusti. La priorità è godersi tutto con i propri occhi. Far immagazzinare alla mente più sensazioni possibili: odori, sapori, immagini, pelli d’oca. Ma per riprovare quelle sensazioni in futuro, ci vuole qualcosa di materiale che ci riporti ad un preciso momento. Non serve spendere un patrimonio in stupidi souvenir. C’è la fotografia. Ma dev’essere una fotografia pensata. Ragionata. Provata. Una fotografia che ti deve far provare una sensazione. Quindi non passiamo tutto il tempo con lo smarphone in mano a fare stories su Instagram, ma facciamo selezione. Ci sono dei momenti in cui vale la pena mettere il telefono in tasca e basta.

La prossima volta che viaggi, con la giusta musica in cuffia, prova a fare anche tu una riflessione del genere, e fammi sapere com'è andata.

Ripensaci quando sei tornato a casa.