Di libri, in questo 2019 non ne ho letti moltissimi, causa università. Però voglio superare questo “mio ostacolo”: leggere, alla fine, mi piace, e quindi l'obiettivo è impegnarmici sempre di più 💪 .

Partiamo dal fatto che LEGGERE 📚 significa molte cose: tra le quali, prendersi dei momenti per se stessi, cosa che non mi riesce sempre. Ma, discorsi da anno nuovo a parte, quest’oggi voglio condividere con voi il libro più bello che ho letto durante l'anno appena passato: The Game, di Alessandro Baricco.

Premessa: non sono un grande fan dell’autore. Ma studio informatica 💻 , per cui, dei temi trattati in questo libro, ne sento parlare ogni giorno. Mi piace “filosofeggiare” su queste tematiche, ma non sono né un filosofo, né uno psicologo: sono semplicemente una persona curiosa! Uno stile di vita che mi aiuta a imparare sempre cose nuove! 😎

*Un consiglio*: Quando leggete, prendete appunti. Segnatevi i passaggi che più vi hanno colpito, o che pensiate meritino un approfondimento. Quando finirete il libro potrete ripercorrerlo velocemente, in base a quello che avete scritto, e fissarvi bene in testa i concetti che vi sembrano più interessanti!

“Ma basta chiacchiere! E raccontaci cosa ti ha lasciato questo libro!"

Il libro parla di come la nostra forma mentis si è trasformata attraverso il Game: ovvero, Internet 🌍 .

Uno dei primi concetti, che mi ha colpito nella parte iniziale del libro, si può riassumere così: siamo tutti protezionisti delle nostre convinzioni. Accettiamo con fatica il cambiamento. Se siamo convinti di una cosa, nessuno ci convincerà del contrario. Ci accade di continuo! Ma, se ci pensate bene, avere una mentalità aperta alle idee degli altri, ci aiuta nel creare una mentalità tutta nostra. Il che non significa giudicare sempre: dire se una certa persona ha ragione, oppure no. Significa ascoltare, immagazzinare, elaborare, riflettere, e farsi una propria idea. Noi, spesso, ascoltiamo, immagazziniamo, e fine. Atteggiamento sbagliato: non dobbiamo giudicare, ma dobbiamo costruire attorno. Così abbiamo fatto con Internet: è stato un cambiamento, e ci abbiamo costruito attorno, consapevoli (più o meno) di tutti i rischi.

Nel libro si differenziano la rivoluzione tecnologica 💾 e la rivoluzione mentale 😵 . Per definizione, la prima non cambia la mentalità dell’uomo, mentre la seconda sì. Però, alla fine, è sempre una rivoluzione mentale a portarci verso una rivoluzione tecnologica, Queste 2 rivoluzioni sono quindi collegate tra di loro. Ma da dov’è partita allora l'unione di queste 2 rivoluzioni? Dal cabinato di Space Invaders. Perché? Perché qui è nata la postura che assumiamo sempre oggi: noi, seduti o in piedi, capo chino, ed occhi sul display. In passato avevamo una postura che si può riassumere in uomo-spada-cavallo. Oggi ci siamo evoluti in uomo-tastiera-schermo.

La postura è una nostra caratteristica.

La tecnologia rende tutto più leggero. Come? Perdendo qualcosa. Saltando qualcosa. Saltano le mediazioni: con le email, sparisce il ruolo “intermedio” del postino che c'è in un sistema di consegna della posta. Così facendo ci sentiamo più potenti. Togliamo poteri ai potenti. Redistribuiamo il potere. Abbiamo voluto abbattere le èlite ed essere più liberi, più uguali, più sullo stesso piano.

C’è anche chi ha capito come muoversi al meglio in questo nuovo piano dell’universo (ovvero chi lo usa per fare soldi e successo), e c’è chi si limita a fare il gruppo del calcetto su WhatsApp.

Non siamo più comandati in quello che facciamo! Abbiamo fatto sparire il concetto di linearità: per una vita gli uomini hanno cercato di ordinare le cose dal basso verso l’alto, ora invece ad una cosa ci puoi accedere in quanti modi vuoi, indipendentemente dal fatto che tu ti trovi in alto o in basso:

Internet non ha un sopra e un sotto!

Ma, qual'è il vero input mentale che ci ha spinti a tutto questo? Veniamo dal 900, un secolo dove stare fermi su certi ideali, ci ha portato alla guerra. Quindi abbiamo sentito l'esigenza di avere qualcosa per rendere il mondo più dinamico! Abbiamo creato, con la tecnologia, un estensione di noi stessi, che ci permettesse di essere più dinamici!

Lo smartphone 📱 è stato quello strumento che ha tolto definitivamente ogni barriera all’ingresso di questo nuovo mondo inventato!

Il “post” sui social network serve per fermarci e riflettere su un viaggio, o su un’esperienza: creare un posto dove provare a dare più senso ad una cosa (oltre che per fare invidia alla gente). L'autore definisce questo meccanismo come post-esperienza.

Ora, pensate al fatto che ognuno sul web può essere indipendente. Ognuno può decidere la direzione da seguire. Ognuno ha la possibilità di andare contro “il gregge” 🐑 delle altre persone. Questo scatena il concetto dell’individualismo di massa: perché se tutti prendono, e decidono di andare contromano, quale diventa la direzione giusta?

A questo si aggiunge il concetto di post-verità: non esiste più la “persona/entità di riferimento” che dice una cosa vera. Non hai la certezza assoluta della verità. Perché tutti possono dire quello che vogliono. Non c'è più l'èlite che “dice sempre la cosa da prendere per vera”, perché queste sono state sottodimensionate.

Infine, sempre a proposito di verità. La verità veloce: Prendi un qualcosa di complesso, alleggeriscilo usando imprecisioni, e hai qualcosa da diffondere in modo molto più veloce. L’imprecisione lascia spazio di libera interpretazione. La libera interpretazione fa si che questa cosa possa essere interpretata i più modi. Ora che la cosa è stata interpretata in più modi, ci saranno diverse strade che essa potrà prendere, in base all'interpretazione!

Vi ho incuriosito abbastanza? 🙉 Cioè, pensateci: sono concetti su cui ci si potrebbe sviluppare sopra una tesi di laurea per ognuno. Per cominciare ad approfondirli vi consiglio di leggere, ed acquistare, questo libro. Se invece non sono riuscito ad incuriosirvi, vi invito a scrivermi nella pagina dedicata ai contatti, e ci aggiorniamo nel prossimo articolo filosofico!